Ospedale Anoalite Congo

Nuovi apparecchi acustici per l’ospedale di Anoalite in Congo

L’ultima volta che siamo stati nella Repubblica Democratica del Congo è stato a dicembre 2019, poi la pandemia ha bloccato ogni spostamento. Arrivare a Mungbere era già difficile prima della pandemia, ma ora sia a causa dell’emergenza sanitaria, sia per l’aggravarsi della situazione politica raggiungere l’ospedale di Anoalite è diventato sempre più complesso.

La Repubblica Democratica del Congo continua a vivere in un clima particolarmente instabile. Nelle province del Nord persiste la presenza di bande armate, di milizie non governative, di ex-militari e di gruppi tribali, i quali effettuano incursioni e razzie con conseguenti massacri di civili.

Nonostante questa situazione la maggior parte delle morti non è provocata dalle violenze del conflitto in corso, ma piuttosto dalla malnutrizione e dal collasso delle strutture sanitarie. Si calcola che in Congo muoiano circa 38.000 persone ogni mese per malattie curabili e malnutrizione.

La crisi sanitaria non ha però ostacolato l’incremento della popolazione che è quintuplicata nell’ultimo mezzo secolo, passando dai 16,5 milioni del 1960 agli oltre 90 milioni attuali.

La popolazione per lo più giovane ha bisogno di assistenza sanitaria costante e l’ospedale di Anoalite a Mungbere, gestito dai padri comboniani, fornisce cure alla popolazione locale proveniente dai villaggi vicini. Con il supporto dell’Assciazione Ascolta e Vivi all’interno dell’ospedale è stato realizzato anche un piccolo ambulatorio audiologico a supporto delle persone con problemi di udito, principalmente bambini.

L’ospedale si trova in una zona remota della Repubblica Democratica del Congo, nel nord est del paese a circa 250 km di distanza dal confini con il Sud Sudan e l’Uganda all’interno della foresta equatoriale, una delle più estese al mondo. L’area è punteggiata da piccoli insediamenti di abitazioni rudimentali sprofondate nell’immensità della foresta, difficilmente raggiungibile sia da terra che per via aerea, tanto che le strade a volte sono percorribili solo in moto.

Dall’Italia si arriva a Mungbere passando dall’Uganda. Una volta atterrati all’aeroporto internazionale di Entebbe, a pochi kilometri da Kampala, la capitale dell’Uganda, si deve proseguire con dei piccoli aerei messi a disposizione da una ONG che gestisce i trasferimenti nelle missioni sparse in questa zona dell’Africa. Da Entebbe si vola verso Bunia, un piccolo aeroporto nella Repubblica Democratica del Congo al confine con l’Uganda e da lì si prosegue sempre con dei piccoli cargo verso Mungbere.

La recente chiusura dell’aeroporto di Bunia ai voli internazionali e le difficoltà legate alla pandemia ci hanno impedito di raggiungere l’ospedale e in questi mesi il nostro aiuto è arrivato solo a distanza. E così abbiamo da poco inviato dieci apparecchi acustici digitali acquistati con gli ultimi fondi a nostra disposizione che abbiamo spedito insieme a tutti gli accessori.

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Nell’ospedale Papa Jean continua ad assistere i piccoli pazienti e a gestire l’ambulatorio di audiologia nella speranza che si possa presto ritornare a volare per portare il nostro aiuto diretto sul campo.

Ospedale Anoalite Congo

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